Home / Approfondimenti / Anonymous attacca di nuovo le Forze dell’Ordine. Ma è davvero così?

 

Immagine del sito di Anonymous Italia

E’ di oggi la notizia secondo cui Anonymous avrebbe attaccato nuovamente le Forze dell’Ordine (qui il link a uno dei tanti articoli)

Anonymous attacca ancora le “Forze dell’ordine”. O almeno così dicono.

In realtà fare un semplice defacciamento a siti come quelli di varie associazioni di ex carabinieri o ex poliziotti, o di loro sindacati, non significa aver attaccato un sito delle “Forze dell’Ordine”, come gli hacker dicono di aver fatto.

I siti delle forze dell’ordine, quelli veri, sono i siti istituzionali, di Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza, quelli che, per intenderci terminano con “.carabinieri.it”, oppure “.poliziadistato.it”, o ancora “.gf.gov.it”. Al contrario, i siti oggetto delle ultime scorribande informatiche degli hacker di Anonymous, altro no sono che piccoli siti, poco sicuri, gestiti da privati, ex appartenenti alle stesse Forze dell’Ordine, o appassionati delle stesse, e quindi facili bersaglio di qualche smanettone. Violare un sito istituzionale vero e proprio, come quello per esempio dei Carabinieri, o della Polizia, o di un Ministero, è davvero difficile se non impossibile, e per farlo bisogna essere davvero “skillati”, come direbbero gli americani.

Quindi, spacciare per “attacco ai siti delle forze dell’ordine” l’attacco un sito privato che nulla ha a che fare con le istituzioni e i loro siti, e farlo con tanto di manifesto di rivendicazione, significa semplicemente millantare di aver fatto qualcosa che in realtà non si è fatto. Questo perchè, e lo dico per esperienza personale, ad oggi, siti istituzionali come quello di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, sono davvero sicuri e blindati con elevati livelli di protezione da qualsiasi tipo di attacco, con la conseguenza che chi “sogna” di riuscire a violarli, in realtà si deve “accontentare” di attaccare o defacciare piccoli siti, ripeto privati, di varie associazioni di ex carabinieri o poliziotti, o di loro sindacati.

Come dire, “quando la volpe non arriva all’uva…”

 

Autore: Gianluca Preite

 

 

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