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Putin su FaceApp

Da alcune prime analisi effettuate sul funzionamento della nota app per il fotoritocco FaceApp, presente su tutti gli appstore, vengono fuori notizie non proprio rassicuranti su dove vadano a finire le foto che carichiamo sull’app, e sull’eventuale uso che chi le archivia ne farebbe. 

Vi invito quindi a leggere questo mio breve articolo, che nei prossimi giorni comunque tratterò in modo più documentato, e ad approfondire leggendo anche i link agli articoli pubblicati da Wired e Repubblica sullo stesso argomento.

Quanti di voi hanno scaricato la popolare app FaceApp, quella con cui si possono ringiovanire o, meglio ancora, invecchiare i volti dei vostri amici in maniera estremamente perfetta e naturale? Probabilmente lo avrete fatto in tanti. Ma magari in pochi vi sarete accorti che, per esempio, per far funzionare l’applicazione, occorre essere collegati a internet. Se non lo siete, l’app vi chiederà di farlo prima di, ad esempio, invecchiare la vostra foto o quella del vostro amico. Questo perché il processore del vostro cellulare, per quanto potente sia, non sarebbe mai in grado di fare quel tipo di elaborazioni, che richiedono algoritmi molto complessi, rendendosi pertanto necessario l’appoggio su potenti server esterni, perché l’immagine sia elaborata. Ed è qui che sorge il dubbio. Una volta uscite, dove vanno a finire le immagini dei primi piani , vostre o dei vostri amici, che cerchiamo di elaborare? Tra l’altro è richiesto che l’immagine da elaborare sia bena fatta e possibilmente in primo piano. O, se si inviano immagini con due soggetti, l’app ti chiede di selezionarne solo uno. Ma non è che per caso, come accaduto per altre app, dietro a FaceApp c’è un sistema di raccolta, catalogazione o profilazione dei vari volti, vostri o dei vostri amici, che quotidianamente caricate sull’app?

Per approfondire, allego due articoli importantissimi, in merito all’argomento, pubblicati da Wired e Repubblica, con raccomandazione che li leggiate.

Articolo su Wired: “Tutto ciò che (non) volete sapere sull’uso che FaceApp fa delle vostre foto”.

Articolo su Repubblica: “Faceapp, l’app che piace perché invecchia. Ma crescono dubbi sulla privacy“.

A presto con importanti approfondimenti.

 

 

 

Autore: Gianluca Preite

 

 

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